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Archive for September, 2008

Quest’estate al mare c’era un sacco di gente, anche adulti, che faceva volare aquiloni sulla spiaggia. Era molto carino, anche se erano tutti aquiloni comprati di plastica, e quindi meno poetici di quelli romboidali coi nastri che si vedono nei film. Comunque vedendoli mi sono ricordata di un articolo letto qualche tempo fa riguardo alla possibilità di generare energia elettrica dagli aquiloni invece che dalle pale eoliche.

Dice che sarebbero più efficaci perchè ad alta quota il vento tira più forte che a terra, e l’energia ottenibile dal vento è proporzionale alla di lui velocità. Sarebbero anche più estetiche, forse. Soprattutto, pare che a parità di energia prodotta, costerebbero molto meno del nucleare tanto caro a silvio & co. (il quale nucleare non va bene per molti, molti motivi, primo tra tutti il fatto che si producono scorie che rimarranno per secoli e secoli a fare danno). E costerebbero anche meno del carbone. Insomma pare che costerebbe meno di qualsiasi altra forma di energia. Tuttavia tutto ciò è ancora allo stadio sperimentale, lo stanno studiando in due-tre paesi (tra cui, strano a dirsi, l’Italia), e chi primo arriva meglio alloggia nel senso che chi si accaparra il brevetto è un potenziale miliardario… Anche i brevetti non vanno bene per molti motivi, ma questo è un altro discorso. Questo è l’articolo di Repubblica su cui ho letto la faccenda degli aquiloni.

N.B. Immagine usata grazie alla GNU Free Documentation License. L’originale è qui.

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Tra poco, saranno stati paradisi, ora sottacqua!

Australia e Nuova Zelanda sono paesi privilegiati! Il primo con una popolazione di circa 21 milioni di abitanti ed una superficie come quella dell’europa, il secondo con 4,5 milioni di abitanti e con la superficie dell’italia.

Vogliono rimanere cosí; col privilegio di avere tanto posto, e non vogliono troppi immigrati…. ma gli abitanti delle isole che stanno scomparendo altrimenti dove vanno se non in Nuova Zelanda?

Cito avaaz.org: “I piccoli Stati Insulari stanno preparando piani di evacuazione per garantire la sopravvivenza delle loro popolazioni.

Tra una settimana, queste piccole isole discuteranno una risoluzione facendo
appello al Consiglio di Sicurezza dell’ONU perchè si occupi
direttamente del cambiamento climatico in quanto rappresenta una
minaccia impellente alla pace ed alla sicurezza internazionali.

Questo in realtá é successo un pó di tempo fa… ma mi stupisce che i Paesi Bassi non siano anch’essi schierati per salvare le loro lande piatte che senza dighe non esisterebbero.

Quí comunque trovate la petizione di avaaz.org per salvare tutti quelli staterelli famosi solo per i loro Top Level Domain come la Micronesia (.fm), Tokelau (.tk), le Vanuatu (.vu) o anche Tuvalu (.tv); anche perché sennó ci saranno presto TLD di stati scomparsi, che li avevano venduti apposta per comprarsi il diritto di avere un rappresentante alle nazioni unite che doveva cercare di salvare la loro esistenza, o semplicemente per salvare le loro finanze che non hanno quasi nessuna merce da esportare, nonché sempre meno frutti dell’agricoltura.

(Palau, Micronesia)

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Überwachung

Eine in London lebende Österreichische Filmemacherin hat einen ganzen film aus Aufnahmen von Überwachungskameras geamacht.

In Großbritannien befinden sich 20% der Überwachungskamers dieser welt, trotzdem helfen diese nur in 3% der Fälle eine straftat aufzuklähren, dafür sind die kosten für die überwachte Bevölkerung natürlich sehr hoch.

Sinnvoll?

Die Süddeutsche Zeitung hat Manu Luksch, die Autorin von “Faceless” interviewt. Das findet ihr hier.

Hier eine download Seite wo es den Trailer von “Faceless” gibt, und weiteres Material.

Von Bernd von Kopfschrott weiss ich dass schon anfang des Jahres ein Musikvideo von CCTV rausgekommen ist, also aus ausnitten von Überwachungskameras. Und hier ist es:

Und, weil es so lustig ist, hier mal eine projektion wie es demnächst in ein Überwachungsstaat sein könnte. Viel Spass beim Pizza bestellen!

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Qualche mese fa ero nella sala computer della mia facoltá a Weimar, in Turingia, quando guardando fuori dalla finestra vidi che sul prato del cortile retrostante stavano costruendo un qualcosa…. Circa un mesetto dopo questo qualcosa era pronto, ma non sapevo che cos’era. Ne inserisco la foto, che penso possa farvi percepire in prima persona la perplessitá da me avuta.

Qualche mese dopo, per caso ero so u-tiub a farmi due risate guardando i video di Crozza Italia… ed ad una puntata c’é come ospite Dario Fó che presenta il suo nuovo libro “L’Apocalisse Rimandata” e racconta tra le varie cose di un nuovo tipo di centrale elettrica la cui descrizione mi fa venire subito in mente questo aggeggio che si trova lá diretro il Lint-Pool, dove passo i miei pomeriggi a fare le cose da nerd, solo, in miniatura!

Tornato in Italia mi sono comprato questo libro che mi stó appunto leggendo, ma al momento in cui Fo parla di queste centrali mi sono dovuto andare ad informare su google, e ora, di ció posto i risulati, partendo dal video estratto da Crozza Italia:

Bene, a questo punto cerco di spiegare il funzionamento del tipo “normale” di queste centrali ad aria ascendente (che chiamo cosí perché non ho trovato fonti decenti in italiano ma solo in tedesco, e quindi traduco). Alla base si trova una serra di vetri o ancora meglio di pannelli solari che scaldano tantissimo l’aria sottostante. Questa si dirige verso l’alto verso il centro della serra rialzato ed entra nel grosso tubo verticale al centro che, appunto grazzie alla legge del camino aspirerá con grande forza l’aria che verrá fatta passare da turbine che trasformano la corrente d’aria in energia elettrica. Quí un’immagine rubata da Wikipedia, cliccando la quale si giunge all’articolo in inglese che spiega tutto sicuramente in modo piú dettagliato.

Ma non é finita quí: infatti questo tipo di centrale elettrica sfrutta male l’energia solare e migliora solo se diventa di dimensioni epiche: si parla di torri con una potenza di 200 MW alte centinaia di metri e con un collettore di svariati chilometri quadrati di superficie. Proposte concrete sono state fatte in Australia ed in Namibia. Quest’ultima é di una torre alta 1500 metri con un collettore di 38 km², e con la possibilitá di sfruttare il clima sotto la serra del collettore per l’agricoltura, il tutto per una potenza di 400 MW che soddisferebbe il completo fabbisogno nazionale. Una fonte a proposito la trovate cliccando qui (*.pdf).

Un ingegnere canadese invece, Louis Michaud propone una variante capace di sviluppare molta piú energia con delle torri piú larghe che alte, nelle quali l’aria che alla base viene umidificata con vapore, si riattorciglia su se stessa creando un tornado, dato che l’aria calda sale velocemente ma si raffredda di nuovo subito quando si trova subito ad una pressione minore quando arriva nel largo camino.

Per intenderci, le dimensioni dovrebbero essere di 100 m di altezza e 200 di larghezza, ma la tromba d’aria dovrebbe poi salire di chilometri nel cielo. Quí un articolo di Repubblica su questo argomento; e quí il sito del progetto in inglese, nonché quí trovate l’articolo piú recente che ho trovato sull’argomento, chiaro e sintetico.

Insomma alla fine queste strane idee per produrre energia (a costi che a lungo termine risultano molto minori degli attuali) dovranno essere attuate, prima o poi, sperando prima, temendo il poi.

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Ich blogge hier mal dieses Manifest zur Daseinsvorsorge im digitalen Zeitalter. Ich halte es für sehr sinnvoll…  den link fintet ihr hier: http://www.governet.de/7/viewentry/2484 .

Interessant finde ich dass Beppe Grillo in Italien änliches fördert, aber natürlich sind seine Aussagen weniger ausgereift als die des oben verlinkten Manifests.  Hier findet ihr bei Interesse Beppe Grillos forderungen: http://www.beppegrillo.it/eng/2006/04/citizen_primaries_information_1.html

Während man in Deutschland man Digitale interet Demokratie fordert redet die Mehrheit der Italienischen parlaments immer öfters über neue Gesetze die das Internet regeln und Kontrollieren sollen. Z.B. gab es schon ein Vorlchlag dass alle Blogger sich in der Liste der Journalisten hätten eintragen sollen, in der mensch nur mittels einer Prühfung eintreten darf.

Beppe Grillo und die gesamte italienische Blogosphere nannten diesen vorschlag ein Versuch der Regierung, oder generell der italienischen Politik, das einzige noch freie Medium in Italien unter kontrolle setzen, und ich glaube da ist was dran!

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Nonostante tutto, la stupidità sembra avere sempre la meglio.

L’estate è la stagione dei film catastrofici. Senza che se ne sappia bene il motivo, appena scatta giugno le nostre televisioni vengono colonizzate da eruzioni vulcaniche, terribili terremoti, tornadi ineludibili, minacciosi meteoriti, frane, alluvioni, ebollizioni del magma al centro della terra.. tanto che ieri vedendo la pubblicità di uno di questi film di vulcani mi sono sentita rassicurata, vuol dire che l’estate non è ancora finita.

Quest’anno mi è capitato di vederne uno in cui la calamità era rappresentata da uno sciame di api assassine, geneticamente modificate e letali; il classico filmetto di serie B che danno il pomeriggio quando non sanno cos’altro trasmettere. Ma ironia della sorte, neanche un mese dopo mi scopro a ripensarci con nostaglia, a questo film che magari tra dieci anni sarà diventato una chicca, un esemplare un po’ retrò del tempo in cui potevamo aver paura delle api.

Consiglio caldamente questo articolo:

http://www.guardian.co.uk/environment/2008/aug/12/conservation.wildlife1

Io dopo averlo letto mi sono fatta questi pensieri:

Fin da quando eravamo piccoli sentivamo parlare del buco nell’ozono. Ma sembrava una minaccia lontana e ancora abbastanza remota nel tempo e nello spazio.
Poi ecco che i ghiacciai e poli si cominciano a squagliare. Ecco che spariscono le mezze stagioni, ecco che le stagioni si fondono l’una nell’altra, si confondono, perdono la loro identità.
E ora le api. Misteriosamente, mentre l’attenzione del mondo, o di quella parte di mondo che fa attenzione, era concentrata su orsi polari, tigri e balene, silenziosamente e quasi discretamente le api ci hanno cominciato ad abbandonare. E giù conseguenze che la maggior parte di noi non avrebbe associato alla morte di qualche ape: disastri agricoli, perdita di raccolti, una piccola catastrofe economica.  Persone che probabilmente perderanno il lavoro. Magari tra una decina d’anni racconteremo ai nostri figli che un tempo, quando eravamo giovani, esisteva una cosa chiamata miele; che, in effetti, era esistita per migliaia di anni, ben prima che noi cominciassimo a mangiarla. O forse moriremo prima, piagati da un’improvvisa carenza di frutta e verdura che ci decimerà? Forse non sarà la mancanza di acqua a ucciderci, dopotutto. Forse sarà qualche altro disastro da noi causato, e che non avevamo nemmeno previsto.
Ecco che, mentre qualcuno si ostina ancora a negare che esista il problema clima, esso si manifesta sempre più precocemente e velocemente di quanto immaginassimo, ecco che cominciamo la nostra discesa verso la fine.
Perchè, se da piccola mi preoccupavo che tra qualche milione di anni il sole avrebbe concluso il suo ciclo di stella, decretando la fine della vita sulla terra, ormai sono abbastanza sicura che ci elimineremo da soli, e chissà che non ci trasciniamo dietro le altre forme di vita, come quei faraoni o nobili del passato che alla morte si portavano forzatamente dietro mogli e animali nella tomba.
Un lieve conforto mi viene dal pensiero che la vita si è dimostrata molto coriacea e adattabile, e che magari dopo qualche decina di anni dalla nostra scomparsa, grattacieli, fabbriche e call centers cominceranno a sgretolarsi, ricoperti di rampicanti, e che la festa continuerà senza di noi. Ma non è poi un gran conforto.

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Questo sembra poter essere il film dell’orrore più spaventoso mai fatto:
http://www.apple.com/trailers/independent/flow/
Sono impaziente di vederlo.

Inoltre qualche giorno fa alla tele ho visto un servizio sulla settimana mondiale dell’acqua:
http://en.wikipedia.org/wiki/World_Water_Week_in_Stockholm
In questo servizio spiegavano perchè la dieta vegetariana non è una cosa per fanatici ma una scelta razionale, quasi obbligata: al di là dell’ingiustizia sociale che crea, e di tutti gli altri motivi che possiamo darci, il motivo basilare è che la produzione di carne costituisce uno spreco di acqua non più giustificabile. Acqua che, tra l’indifferenza generale, sta diventando sempre più rara e sembra ormai certo che ci porterà a una crisi mai vista da quando esiste la specie umana, visto che senza non possiamo sopravvivere. La questione è: quando?  e possiamo fare qualcosa a riguardo o stiamo già precipitando irreversibilmente verso il disastro?
A tale proposito ho trovato interessante il sito dell’Istituto internazionale per lo studio sull’acqua: http://www.siwi.org/. Non so nulla a riguardo di questo ente (chi sono? chi lo finanzia? quanto è indipendente dal potere economico?) ma voglio provare a informarmi meglio.

Qualche tempo fa mi hanno regalato un libro che parla proprio di questo argomento. Adesso mi è venuta più che mai la voglia di leggerlo.

Mi torna in mente il ciclo dell’acqua che ci insegnavano a scuola e vorrei averlo studiato meglio. Mi sembra comunque di ricordare che il concetto è che l’acqua del pianeta è come un’unica cosa che circola e ricircola continuamente: scende a valle, va nei fiumi, raggiunge il mare, evapora, va alle nuvole, piove, torna a terra. Cioè si sposta di qua e di là, ma il totale è sempre quello.
Mi sembra molto strano, quasi ridicolo, che giorno dopo giorno i telegiornali e le televisioni proiettino notizie sui battibecchi parlamentari, sui lifting di Silvio, sulle veline, su omicidi e ruberie varie, perfino sulle guerre e sulle elezioni americane. Che importanza avrà tutto questo se resteremo senza acqua? Ci saranno guerre per l’acqua, i ricchi si accaparreranno tutte le fonti, magari i poveri e i derelitti di questo mondo si uniranno in una ribellione mai vista, ma non servirà a nulla se avremo inquinato e avvelenato l’acqua di tutto il pianeta. Milioni di morti, ma non servirà a nulla.
Non penso che neanche i più potenti e i più scienziati possano sintetizzare l’acqua in laboratorio come si sintetizzano gli aromi di banana e vaniglia per le merendine, o forse sì, ma certo non in quantità sufficienti, non all’infinito, visto che “nulla si crea”.
Moriremo tutti disidratati, e questa sarà la fine del genere umano. Un po’ sottotono come finale, no?

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